La Granfondo, che fa parte della grande inizativa "Strade di maremma" , parte e arriva a Manciano, il comune più vasto della provincia di Grosseto. La sua posizione, arroccata in cima a un colle e difeso da solide mura, ne rivela l'importanza strategica del passato. Il borgo di Manciano sorse nel 1200 e all'epoca dell'annessione al Granducato nel 1555 era già un centro agricolo di notevole importanza grazie alla sua felice ubicazione, al centro di una fertile campagna e di un nodo stradale di rilievo, e grazie alla sua altitudine che rendeva il luogo immune dalla malaria.
La corsa percorre la strada statale 74 e si comincia ad intravedere il tufo che condiziona l'aspetto e le caratteristiche di questo territorio. Il paesaggio, sicuramente unico nel suo genere, si dipana tra scenari aridi e aspri e una ricca e incontaminata natura. Dalla curva della Madonna della Grazie appare improvvisamente lo spettacolo di Pitigliano, città costruita su uno sperone di tufo e raccolta all'ombra del magnifico castello Orsini, fiancheggiato dalle arcate di un acquedotto mediceo.
Le case in stile rustico del particolare colore di questa roccia si arrampicano intervallate da grotte naturali oggi adibite a cantine. Di origine senza dubbio etrusca, vi si stabilirono prima i romani e successivamente i Longobardi. Pitigliano è anche conosciuta come la piccola Gerusalemme d'Italia sia per il suo aspetto sia per la comunità ebraica, tuttora presente, che vi arrivò nel XV secolo. La Fortezza Orsini è il monumento più maestoso del paese e risale al 1300. Il Bianco di Pitigliano si ottiene con le uve che maturano nella fascia di terreni di origine vulcanica. Da Pitigliano la Gran Fondo si avvicina al centro storico di Sorano, un raro esempio di urbanistica medioevale; da ricordare le cantine scavate sotto le case e dentro il masso tufaceo che sono un ambiente ideale per il mantenimento del vino. Una delle più belle è il Cantinone. Si raggiunge poi Sovana, piccolo centro rimasto inalterato nei secoli, con numerosi scavi etruschi dove si costeggia la Tomba Ildebranda risalente al III secolo a.C. è la principale tomba del comprensorio archeologico di Sovana. Sovana, Sorano e Pitigliano sono i centri principali del Parco Archeologico della Città del Tufo. Sorano si estende in un'area della Maremma toscana al confine con il Lazio.
Percorrendo strade immerse nel verde delle colline maremmane si arriva alle fortificazioni romane di San Martino sul Fiora,Catabbio e Poggio Capanne. La Gran Fondo tocca Saturnia, località termale tra le più famose al mondo. Saturnia sorge in una zona già abitata nel XII secolo a. Sono infatti attribuibili a questo periodo la cinta muraria e la necropoli del Puntone. Situata lungo la via Clodia, Saturnia fu anche un centro romano di cui ai giorni d'oggi rimangono alcuni tratti di mura, le basi di qualche edificio e i resti delle fondazioni di un complesso termale conosciuto come "bagno secco".
Nella valle sottostante si trovano le Terme di Saturnia con l'acqua sulfurea che sgorga a 37°C.
Si arriva poi a Montemerano, borgo medievale fra i più caratteristici e meglio conservati della Maremma che con il Castello Aldobrandesco occupa la sommità di una collina ricoperta di oliveti secolari,dove la deviazione divide la mediofondo e granfondo verso Pomonte, piccola frazione immersa nel verde della maremma toscana dove la mediofondo svolterà all' Aquilana per direzione Marsiliana per poi terminare a manciano mentre la Granfondo
raggiunge Scansano che sorge sulla sommità delle alture che separano la valle del fiume Ombrone da quella del fiume Albegna, entrambe culle per le civiltà più antiche sviluppatesi in Maremma. Oggi Scansano oltre che per gli importanti edifici storici è nota in tutto il mondo come capitale del Morellino, ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti da vitigni Sangiovese e che ha una denominazione ad origine controllata con tanto di prestigioso consorzio di tutela del prodotto.
Il tracciato attraversa tutta la Strada del Vino dei Colli di Maremma e in particolare i luoghi di produzione di cinque delle sei "denominazioni di origine controllata" che la caratterizzano: Morellino di Scansano, Bianco di Pitigliano, Ansonica Costa dell'Argentario, Capalbio e Sovana.
Il percorso costeggia Pereta, pittoresco borgo medievale in cui si nota la trecentesca Torre dell'Orologio dove si dice sia stata tenuta prigioniera Pia de' Tolomei e si prosegue per Magliano, cittadina d'origine etrusca, che conserva pregevoli edifici d'epoca medievale e un olivo millenario, l'Olivo della Strega, la cui leggenda è legata a riti pagani. All'altezza di Marsiliana, borgo dominato dal castello Corsini, nel cui territorio si trova una necropoli che testimonia lo sviluppo della civiltà etrusca in Maremma e qui la granfondo prosegue per Capalbio,l'ultimo paese della Maremma Toscana,terra in cui gli Etruschi e i Romani hanno lasciato le loro tracce .La granfondo percorre una strada interna e qui è d'obbligo anche un "approfondimento" gastronomico per uno dei prodotti più tipici della Maremma, i formaggi. Segnaliamo quelli prodotti dal Caseificio Sociale Manciano, che garantisce un metodo che non altera la qualità delle materie prime che li compongono: l'erba dei pascoli ed il latte delle greggi e degli armenti.Fra i prodotti da gustare: pecorino toscano stagionato dop, formaggio di pecora stagionato a denominazione d'origine, pecorino nero di tiburzi, formaggio di pecora, finestrino, ginestrino al peperoncino marzolino del pastore misto, bianchetto, morbida caciotta mista con tartufo "bianchetto", raveggiolo, canestrato di pecora, formaggio "abbucciato".
Tutti prodotti che nascono grazie all'eccezionale qualità del latte maremmano garantito da un consorzio composto da 85 produttori.
Percorrendo strade immerse nel verde delle colline maremmane si ritorna a Manciano dove si conclude il percorso.
Si ringrazia il Consorzio L'ALTRA MAREMMA per la concessione di utilizzo delle foto presenti nel sito.